Titolo: Lo studio legale più grande d'Italia Inserito da: Admin - Novembre 11, 2007, 04:56:59 pm Lo studio legale più grande d'Italia
E' il più grande studio legale d'Italia: quattrocento avvocati, coadiuvati da laureati in legge e operatori sociali. E' anche il più esteso: nato a Bologna nel dicembre del Duemila per iniziativa dell'associazione "Amici di Piazza Grande Onlus", ha uffici da Verona e Bari, da Venezia a Taranto, da Bolzano e Napoli. Altri stanno per essere aperti a Milano e Palermo, Firenze e Caserta. La storia del progetto "Avvocato di strada" è ora raccontata in un libro collettivo pubblicato dall'editore Arena il cui titolo è "I diritti dei minori". Dove "minori" non sono solo i minorenni ma tutti quelli che si trovano in condizione di minorità rispetto agli altri: per condizioni fisiche e mentali, per condizione sociale. L'Avvocato di strada si è fatto carico di un'impresa molto complicata: rendere effettivo il principio di uguaglianza. Benché sia un concetto banale, che ognuno nel corso della sua vita ha modo di sperimentare, tra i diritti solennemente affermati nella Costituzione e la loro applicazione concreta c'è un labirinto di leggi all'interno del quale anche le persone più avvedute rischiano di perdersi. Figuriamoci un immigrato o un cittadino italiano privo di titolo di studio. A complicare le cose, l'atteggiamento spesso sbrigativo e liquidatorio dei funzionari pubblici ai quali è affidato il compito di dare applicazione concreta alle leggi. Tra le testimonianze raccolte nel libro c'è quella di una giovane donna rumena che, approdata in Italia, trova lavoro come badante, resta incinta e perde sia il lavoro, sia la casa. Subito dopo il parto, un'infermiera le domanda se intenda riconoscere la sua bambina. "Ho avuto un attimo di esitazione. La domanda di quella infermiera, inattesa e terribile, aveva aperto per me uno spiraglio di speranza... Forse avrei potuto dimenticare quegli ultimi nove mesi e tornare a essere la ragazza spensierata di un tempo". Ci vogliono tre giorni prima che si renda conto dell'errore: la sola idea di separarsi dalla figlia adesso la strazia. Ma è troppo tardi. "Dal reparto avevano già inviato la segnalazione al Tribunale dei minorenni senza attendere quei dieci giorni che, per legge, io avevo a disposizione per pensare se divenire veramente la madre della mia bambina". La storia ha un lieto fine perché la giovane donna, dopo essere entrata in una casa famiglia, viene seguita anche sul piano legale e alla fine riesce a farcela: "Abbiamo trovato una casa a un nuovo lavoro e anche il Tribunale ha dovuto credermi: un nuovo pezzo di carta ci ha reso libertà e dignità". La vita è disseminata di "pezzi di carta" che possono modificare i destini. Basta un attimo, e il vento della legge li spazza via per sempre. L'avvocato di strada sa come raccoglierli e come ricomporli. Anche per questo, nel 2001, ha avuto il premio della Fondazione italiana per il volontariato come miglior progetto rivolto alle persone senza fissa dimora. Nella prefazione, don Giovanni Nicolini scrive che la differenza tra l'avvocato di strada e l'avvocato tradizionale è questa: "L'avvocato di strada prende una decisione che non è solo quella di accogliere un personaggio ferito ma anche di scendere in strada a incontrarlo. In questo, ha un precedente storico: addirittura il Buon Dio". Questo, naturalmente, per chi ci crede. Ma di certo, considerando l'individualismo che ancora caratterizza la professione forense, c'è qualcosa di miracoloso nella nascita e nella crescita di questo studio legale diffuso. (glialtrinoi@repubblica. it) (11 novembre 2007) da repubblica.it |