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Titolo: Riforme, Renzi lancia la campagna per il referendum: 10 mila comitati per il sì
Inserito da: Arlecchino - Maggio 02, 2016, 04:41:58 pm
Riforme, Renzi lancia la campagna per il referendum: «10 mila comitati per il sì»

2 maggio 2016

«Sarà una gigantesca campagna casa per casa, porta per porta, per vedere se gli italiani vogliono entrare nel futuro a testa alta. Ho bisogno di voi, 10 mila comitati in tutta Italia. E io girerò come un globe-trotter. Siamo a un bivio tra l'Italia che dice sì e l'Italia che dice solo no». Così il premier Matteo Renzi al Teatro Niccolini, in pieno centro a Firenze, dove ha aperto la campagna per il sì al referendum costituzionale di ottobre. Un appuntamento, quello del referendum, che si configura sempre più come spartiacque della legislatura tanto che Renzi ci ha scommesso la sua carriera politica.

Renzi: referendum bivio tra Italia del sì e del solo no
«Sono certo che vinceremo il referendum» ha detto Renzi, che ha sintetizzato così la posta in ballo: «Il punto chiave è che dopo che per trenta anni si è discusso delle riforme e nessuno faceva nulla, dopo sei letture, noi scegliamo di andare a vedere da che parte stanno gli italiani». Se è vero dunque che il «lavoro di questi due anni ha prodotto un cambiamento radicale, la sfida più grande inizia adesso» ha spiegato il presidente del consiglio, che ha incalzato: «Io non sarei mai arrivato a Palazzo Chigi se non avessi avuto una straordinaria esperienza di popolo. Ora c'è una partita che da solo potrei anche vincere ma non basterebbe». Di qui la necessità «di coinvolgere i cittadini in questa sfida da cui dipende il futuro degli italiani», con dei comitati «che saranno da 10 fino a 50 persone, delle strutture che ricordano i comitati per le primarie». Perentorio l’appello alla mobilitazione: «Chiedo a ciascuno, sul lavoro, a scuola, alle università, tra gli amici, fuori dai partiti e anche dentro partiti di unire 5-6-10-15 persone, studiare la riforma e poi mettere tutti di fronte a un bivio tra l'Italia che dice sì al futuro e l'Italia che no e solo no».

«Rottamazione per tutti, se perdo vado a casa»
Renzi (che ha annunciato tra il 10 e il 12 maggio il voto finale sulle unioni civili alla Camera «probabilmente con la fiducia») ha spiegato che «la rottamazione non vale solo quando si voleva noi». E ha perciò ribadito: «Se perdo vado a casa». Poi ha risposto così a chi contesta nel merito il ddl Boschi sulle riforme costituzionali: «A quelli che dicono che la nostra riforma è contro quello che volevano i Costituenti, diciamo che stiamo utilizzando proprio un articolo voluto dai padri costituenti: il bicameralismo paritario non è quello che volevano i padri costituenti. Non si trovarono d'accordo e fecero una norma transitoria dicendo “così non va bene”» ha detto il presidente del consiglio. E ha aggiunto: «nel referendum la domanda è molto semplice: sì o no. Ma lì dentro c'è molto di più: c'è la riforma istituzionale».

«Le riforme hanno iniziato a realizzarsi»
A Firenze Renzi ha lanciato dunque la sua campagna “parallela”, quella di un premier impegnato a «sbloccare tutto quello che c'è da sbloccare», a siglare Patti per il Sud (ieri la firma del Patto per Calabria, oggi quella del Patto per la Basilicata con il governatore lucano Marcello Pittella), a sottolineare i nuovi posti di lavoro («ci sono 398mila in più rispetto a quando sono entrato a Palazzo Chigi») ottenuti grazie al suo Jobs act. «Sono già passati due anni: non si può non raccontare la verità. Due anni fa Italia era incastrata in costante depressione politica. Ora le riforme hanno iniziato a realizzarsi» ha detto Renzi, che ha rivendicato il cambio di passo realizzato dal suo esecutivo. «Con 63 governi di fila, quando vai ai vertici internazionali non fanno neanche in tempo a ricordarsi la tua faccia. Fino a due anni fa l'Italia era incartata, tutto quello che abbiamo fatto è enorme».

Premier contestato a Firenze da obbligazionisti banche
Da registrare che un gruppo di obbligazionisti delle quattro banche in risoluzione, in particolare di Banca Etruria, ha contestato il presidente del Consiglio al suo arrivo al Teatro Niccolini. I contestatori sono riusciti ad arrivare davanti al teatro eludendo la sicurezza e hanno iniziato a gridare: «Buffone» e «Pinocchio», esibendo cartelli in cui lamentano l'esistenza di «truffati di serie A e di serie B». Renzi ha raggiunto il teatro riuscendo a evitare il contatto con i manifestanti. L’episodio è stato commentato così dal premier durante il suo discorso: «Ad accogliermi ho trovato alcuni che protestavano, diamo il benvenuto anche a loro». Renzi ha poi ironizzato: «Quando mi dicono che siamo della lobby delle banche io dico che al massimo possiamo fare la lobby dei boy scout». E ha rivendicato: «Il governo ha risolto i problemi che altri hanno creato. E lo ha fatto salvando i correntisti. Con il decreto di venerdì abbiamo messo la parola fine a quella vicenda e ora vogliamo portare le banche a dare credito».

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