LA-U dell'OLIVO
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Autore Discussione: Visione dell'Europa secondo Giorgia Meloni che la leader di Fratelli d'Italia...  (Letto 14236 volte)
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« inserito:: Ottobre 01, 2022, 06:06:05 pm »

LA REALTA' ITALIANA, VISSUTA al NORD, al CENTRO e al SUD!
Gianni Gavioli  ··

Una buona notizia, si cambia tutto, … da non credere.
Tanto per cambiare, cominciamo nel dire che rinunciare a Letta, é uno spreco storico.

In secundis, scegliere un personaggio che è stato un leader regionale cioè un Feudatario, sarebbe il secondo errore strategico (da vecchio PD).

Per scegliere un buon segretario occorre partire dalla sua visione futuribile dell'EX PD.

Invece, a proposito del nome vi segnalo che: da qualche anno, da ex ULIVISTA prodiano, amo definirmi un ULIVASTRO (Olivo selvatico molto robusto, longevo, impiegato nel rimboschimento)

ggiannig ciaooo

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« Risposta #1 inserito:: Ottobre 03, 2022, 12:08:34 pm »


L'Italia dovrebbe diventare il primo paese fondatore dell'Unione europea a essere guidato da un leader di estrema destra, dopo che Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni è diventato il primo partito nelle elezioni di ieri, trascinando alla vittoria la coalizione di destra con la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi. L'esito del voto in Italia conferma la rinascita dell'estrema destra in Europa, dopo il secondo posto ottenuto dai Democratici Svedesi appena due settimane fa in Svezia. Il fatto che un partito con origini neofasciste diventi azionista di maggioranza del prossimo esecutivo nel terzo paese più grande dell'Ue - nella terza economia della zona euro - costituisce un sisma nel quadro politico europeo. Solo due stati membri - Polonia e Ungheria - sono guidati da leader marcatamente nazionalisti e di estrema destra. Eppure a Bruxelles e nelle altre capitali europee lo choc è relativo. Il risultato di Fratelli d'Italia era già stato anticipato dai sondaggi e non costituisce una sorpresa. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha già detto di essere pronta a “lavorare” con un governo Meloni. Le elezioni del 4 marzo 2018 avevano prodotto un risultato considerato peggiore da Bruxelles: il primo governo tutto populista della storia dell'Ue, con la coalizione tra la Lega e il Movimento 5 Stelle.

Il Foglio ripubblica la visione dell'Europa secondo Giorgia Meloni, che la leader di Fratelli d'Italia aveva proposto lo scorso aprile: un modello confederale, che non travalichi i limiti delle sue competenze, senza avere paura della deterrenza militare. A parte un “la pacchia è finita”, durante la campagna elettorale Meloni ha evitato di attaccare direttamente l'Ue. Anche all'ultimo giorno, quando alcune dichiarazioni di von der Leyen sugli “strumenti” da usare se in Italia le cose andranno verso “una direzione difficile” sullo stato di diritto avevano spinto una parte del centrodestra ad accusare la presidente della Commissione di ingerenza. Sul Foglio abbiamo spiegato il significato delle parole di von der Leyen: nessuna ingerenza, ma il semplice richiamo alle regole e alle procedure per i paesi che violano i principi fondamentali. Del resto, lo scenario di un'Italia che si trasforma in una democrazia illiberale a causa di un governo Meloni non è quello privilegiato dall'Ue. La leader di Fratelli d'Italia ha abbandonato le posizioni più estreme sull'uscita dall'euro. La Commissione si sta preparando a cooperare attivamente con un governo di destra guidato da Meloni, anche se è consapevole di possibili scontri in alcuni settori specifici.

 “Ci saranno turbolenze, ma non un terremoto” è la frase che abbiamo sentito più pronunciare alla Commissione e al Consiglio dalle fonti che abbiamo interrogato sulla prospettiva di un governo Meloni. Sulla priorità attuale dell'Ue - la guerra in Ucraina - la leader di Fratelli d'Italia ha appoggiato la linea di Mario Draghi delle sanzioni contro la Russia e delle forniture di armi a Kyiv. Sulla situazione dei conti pubblici italiani, Bruxelles ha preso nota della volontà di Meloni di essere responsabile ed evitare ulteriori scostamenti di bilancio. Sulla richiesta di modifica del Pnrr, c'è la possibilità di trovare un compromesso per correzioni minime e di aggiungere un nuovo capitolo dedicato all'energia quando i governi approveranno il piano RePowerEu. L'Ue si attende potenziali scontri su altri temi, come il trattamento di rifugiati e migranti, i diritti degli omosessuali e delle donne e il nazionalismo economico. “La speranza è che Meloni abbia imparato la lezione del 2018: i populisti che vogliono spaccare tutto nell'Ue, alla fine spaccano tutto nel loro paese”, ci ha detto un diplomatico europeo.

L'ingresso di Meloni dentro al Consiglio europeo è comunque destinato a modificare gli equilibri interni politici all'Ue, ancor più se la Svezia avrà il conservatore Ulf Kristersson come primo ministro. Il Partito popolare europeo tornerebbe la prima forza dentro il Consiglio europeo con 8 capi di stato e di governo. I liberali di Renew hanno ancora 7 leader, appena davanti ai Socialisti & Democratici con 6. Il fronte sovranista si allargherebbe: Meloni sarebbe il terzo capo di governo del partito dei Conservatori e riformatori europei (Ecr) dopo il polacco Mateusz Morawiecki e il ceco Petr Fiala. Oltre a loro c'è Viktor Orbán, il premier ungherese, che formalmente siede tra gli indipendenti dopo la sua uscita dal Ppe. Il cambio di rotta dell'Italia è destinato a incidere soprattutto su specifici dossier d'attualità per il Consiglio dell'Ue: il Patto su migrazione e asilo, la possibilità di sospendere i fondi all'Ungheria per le violazioni dello stato di diritto o il lancio di una convenzione per modificare i trattati. Uno degli interrogativi a Bruxelles è quale posizione adotterà il nuovo governo sulla crisi dei prezzi dell'energia. L'Ue spera che Meloni scelga personalità europeiste per i posti di ministro delle Finanze e ministro degli Esteri.

Più che dalla vittoria di Meloni, l'Ue sarà scossa dalla perdita di Mario Draghi. Dal suo arrivo a Palazzo Chigi nel febbraio del 2021, Draghi è stato un protagonista assoluto della politica europea, modificando i rapporti di forza interni ai ventisette e dando un contributo decisivo su diverse scelte. Draghi ha convinto la Commissione ad adottare un approccio più duro sui vaccini, fino a spingersi ai limiti del protezionismo. E' stato in prima linea per chiedere la riforma del mercato dell'energia, sin dai primi segnali dello scorso anno di un aumento considerevole dei prezzi del gas. Sulla guerra in Ucraina ha lasciato nell'ombra gli esitanti Emmanuel Macron e Olaf Scholz, inventandosi il congelamento delle riserve della Russia e sostenendo da subito l'adesione di Kyiv all'Ue. Gran parte dei dibattiti che ci saranno nei prossimi mesi - compreso un nuovo strumento come Sure per gestire l'impatto economico della guerra - portano il marchio di Draghi. Per 17 mesi l'Italia è tornata a essere uno dei principali protagonisti in positivo dell'Ue, come non lo era mai stata negli ultimi 20 anni. Senza Draghi, l'Ue sarà più povera in termini di leadership e più incerta sulla strada da percorrere in tempi difficili.

Sono David Carretta e questa è Europa Ore 7 di lunedì 26 settembre,

Realizzato con Paola Peduzzi e Micol Flammini, grazie a una partnership con il Parlamento europeo.
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« Risposta #2 inserito:: Aprile 15, 2023, 11:16:01 pm »

Con i tempi della giustizia, neanche troppo lenti, per la verità, la corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto per Vladimir Putin per reati contro l’umanità. Il fatto contestato specificamente è la deportazione di bambini ucraini in Russia, sulla quale è stato raccolto molto materiale, con prove indiscutibili. La Corte decide su prove e testimonianze e con tutte le garanzie legali di uno stato di diritto.

Pur con tutta la sua cautela e le sue procedure ha superato di slancio la capacità di giudizio dei putinisti italiani, frequentatori abituali di talk show televisivi.
La decisione della Corte chiude la partita con chi voleva mettere sullo stesso piano o anche su un generico piano di confrontabilità i crimini di Putin e ciò che è criticabile o discutibile nel governo ucraino.

La decisione della Corte non va, poi, irrisa come un’iniziativa da profeti disarmati. Con il mandato di arresto la possibilità per Putin di muoversi in altri paesi si riduce ulteriormente.
In Russia è più tranquillo, certo, sempre che a consegnarlo alla giustizia non siano i suoi o qualche ex amico o qualche aspirante utilizzatore delle grandi ricchezze cui si accede dal Cremlino.

LE TRE "COSE" PRINCIPALI
Fatto #1
Giorgia Meloni riesce a prendere la scena al congresso della Cgil e a farne il luogo da cui lanciare l’agenda del governo, a cominciare dalla riforma fiscale. Due passaggi interessano anche fuori da questo schema. Uno è il riferimento a Marco Biagi, che la premier ha voluto ricordare. a due giorni dall’anniversario del suo assassinio per mano brigatista, davanti ai delegati del sindacato che definì “limaccioso” il libro bianco sul lavoro. Il secondo riferimento era dovuto, ma mantiene importanza e peso politico. Perché Meloni ha rinnovato la condanna per la violenta irruzione nella sede della Cgil. Sì, proprio l’episodio da cui nacque la polemica sul mancato riconoscimento da parte della allora leader dell’opposizione, per la matrice fascista di un attacco contro una sede sindacale

Fatto #2
Storie già sentite, ma sempre capaci di rinnovarsi. Quando una banca va a finire male c’è prima di tutto la necessità di arginare il contagio al resto del sistema finanziario e poi è bene garantire i depositanti (perché altrimenti, in mancanza di fiducia, si incepperebbe tutta la macchina dei pagamenti, dei risparmi, degli investimenti). Poi, inevitabile, arriva anche la voglia di farla pagare a chi è ritenuto responsabile del crac e parte la caccia, si comincia, e di solito si finisce, con i capi delle banche, trascurando però altre responsabilità, come quelle di alcuni grandi clienti, dei regolatori, degli osservatori del mercato. Tra i sostenitori di questa caccia non manca il presidente Joe Biden
 
Fatto #3
A cena non si può non parlare della prontezza del sindaco di Firenze Nardella, intervenuto per salvare il palazzo storico del potere fiorentino da un lanciatore di vernice interessato a sollevare l’attenzione sulle proprie tesi ambientaliste

Oggi in pillole
    La mozione contro il governo e quindi anche contro Emmanuel Macron. Il presidente, però, va avanti sulla riforma delle pensioni
    Fox trumpiana e consapevolmente scorretta, una brutta storia che avrà conseguenze anche sulle prossime elezioni americane
    
40 ore sul surf
    Tutti parlano dei sorteggi per le coppe europee, in questa straordinaria stagione internazionale delle squadre italiane (sono tante ed era inevitabile uno scontro diretto, mentre con la vittoria dell’Inter ci sarebbe la certezza di un’italiana in finale di Champions)
da il Foglio
« Ultima modifica: Aprile 23, 2023, 11:55:29 am da Admin » Registrato

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« Risposta #3 inserito:: Maggio 09, 2023, 05:45:39 pm »

Lo Sfascismo di casa nostra è peggio del Fascismo, anche perché non si saprà difendere dall'effetto talebano che suscita.

Fondamentalismo, oppressione e dittatura di una consorteria di fanatici, si approfitteranno del Caos e dello Sfascio di una Italia, che si vuole suddivisa in isole feudali, con potere locale di piccolo cabotaggio.
 
ggiannig
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« Risposta #4 inserito:: Maggio 10, 2023, 11:28:14 am »

No di M5s-Pd al presidenzialismo. Meloni: "Vado avanti"

Posta in arrivo
ggiannig <ggianni41@gmail.com>
   
09:21 (2 ore fa)
a me

A sostenere l'ipotesi del "Sindaco d'Italia" solo Renzi e Calenda.

Meloni: "cerco la condivisione ma la priorità è la stabilità e il rispetto del voto, nessuna soluzione preconfezionata".

Schlein: "No ad un uomo o donna sola al comando"

- https://www.agi.it/politica/news/2023-05-09/no_m5s_pd_a_elezione_diretta_presidenzialismo_meloni-21311719/

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