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Autore Discussione: Giacomo Vagiaco: Il Paese tira a campare, serve un guizzo di vitalità  (Letto 2698 volte)
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« inserito:: Novembre 11, 2007, 04:45:17 pm »

Giacomo Vagiaco: Il Paese tira a campare, serve un guizzo di vitalità

Andrea Carugati


«Ma quale crisi irreversibile... Questa volta il mio amico Prodi rischia di esagerare con l´allarmismo: l´Italia, dopo l´ingresso nell´euro che è merito suo e di Ciampi, non rischia nessuna crisi irreversibile: semmai è una ricca e vecchia signora che da almeno 12 anni tira a campare, senza più fascino o guizzi di vitalità». Giacomo Vaciago, ordinario di Politica economica alla Cattolica di Milano ed ex sindaco di Piacenza, non condivide lo scenario ipotizzato ieri dal premier. «Crisi come quella del 1992 dopo l´euro non le possiamo avere più: il vero problema è che dal 1995 non cresciamo più. Siamo il Paese europeo che cresce meno, come ci ricorda Almunia. Il mondo si è globalizzato e noi rimaniamo vecchi nella testa, nelle regole. La Cina cresce al 10%, l´India al 9%, l´Africa al 6% e noi ci vantiamo dell´1,4%! Ma gravi errori non se ne possono fare più, neppure il tanto vituperato Berlusconi avrebbe potuto farne: non c´è più la lira da svalutare».



Insomma, niente rischi di grandi crisi all´orizzonte?



«Quella che da dieci anni sperimentiamo è una lunga decadenza: ma se non la interrompiamo può durare anche 300 anni. È già successo con l´arrivo dei barbari e dopo il 1500. Ma non ci sarà una crisi taumaturgica che risolve tutto. Ci siamo seduti e ci mangiamo il capitale accumulato. I giovani migliori se ne vanno, così i manager. E la politica si è ridotta come tre cani intorno all´osso: si litiga moltissimo ma la polpa non c´è più».



Come se ne esce?



«Non certo copiando gli Usa, sarebbe tempo perso. Bisogna copiare il meglio dell´Europa. Prendiamo la scuola: le migliori in Europa sono in Gran Bretagna, Norvegia, Svezia e Finlandia. Meritocrazia e borse di studio: noi quando incominciamo a farlo? In Italia, invece di premiare i migliori al di là del reddito, abbiamo abbassato il livello delle scuole per essere tutti uguali. In Gran Bretagna la crescita l´hanno centrata attraendo gli investimenti del resto del mondo. Noi cosa facciamo per essere attraenti? A Piacenza le scuole sono quelle di un secolo fa. E ci limitiamo ad assumere i professori».



Eppure nel 2006 c´erano stati segnali di ripresa...



«Una ripresa temporanea che sta già finendo: nel 2008 si prevede l´1% di crescita, se va bene... E cosa si dà alla gente? Le briciole. Si paga un costo politico enorme per aumentare le tasse che si traduce con 200 euro l´anno ai più deboli. Hai voglia a rifare le fette con più equità, ma la torta è sempre quella. Il primo dovere è la crescita: l´hanno capito anche i comunisti cinesi...».



Che errori ha fatto il governo sulla crescita?



«Non ha fatto proprio niente. Per fare la crescita ci vuole la meritocrazia, qui si sta per mettere in ruolo altri 100mila precari, senza selezione. Applichiamo da sinistra la stessa logica dei condoni di Berlusconi».



Professore, non è un po´ troppo ingeneroso col governo? Tutti concordano sulla riduzione del deficit...



«Per carità, è verissimo. Ma bisogna chiarirsi su qual è l´obiettivo: la crescita o azzerare il deficit? Se un governo ha troppi obiettivi alla fine non ne ha nessuno. Angela Merkel ha deciso che nei suoi primi anni risanava il deficit e lo sta portando a zero. Una priorità sola. Anche Prodi poteva riuscirci destinando al deficit tutto il tesoretto: e sarebbe entrato nei libri di storia. E invece avremo poca crescita e un deficit ancora al 2,5%. Nel frattempo abbiamo fatto sì equità, ma poca. E il consenso del governo è basso».



Allora non è vero che il governo fa bene e comunica male?



«La gente capisce che Prodi sta su un carro tirato da tanti cavalli che vanno ognuno nella sua direzione. Adesso poi il governo si è addirittura messo a inseguire la cronaca nera, a fare il poliziotto».



È impietoso! Eppure lei si è appena candidato con successo nell´assemblea costituente del Pd.



«Sicuro, faccio parte della commissione che deve elaborare il manifesto dei valori. Penso a un Paese europeo che funziona, dove le leggi vengono rispettate e dove i problemi non si affrontano con le polemiche in tv. Quando sento di nuove leggi già mi preoccupo».



Cosa deve fare il Pd?



«Capire che senza crescita si va tutti a casa. I cinesi hanno già detto che vogliono investire in euro. Vogliamo invitarli a investire in Sicilia? Spero che Veltroni, che ha solo 52 anni, ragioni su come funziona il mondo di oggi, altrimenti anche il Pd sarà un partito del passato».

Pubblicato il: 11.11.07
Modificato il: 11.11.07 alle ore 15.03   
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