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« inserito:: Novembre 08, 2007, 11:47:09 am » |
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I verbali del caso Meredith
GUIDO RUOTOLO
PERUGIA
Confessioni e ritrattazioni, quelle di Amanda Knox (l’amica americana, la coinquilina di Meredith Kercher), e del suo fidanzato, Raffaele Sollecito, che confermano soltanto una loro presenza, quella tragica notte dei «morti», nell’appartamento di via della Pergola 7, ma che non spiegano ancora come siano andate effettivamente le cose nella stanza della povera Meredith. Amanda l’americana ha parlato di Patrick Lumumba Diya - che lei aveva portato a casa - che si appartò nella stanza con Meredith e che sentì urla e forse un tonfo. Il suo fidanzato, Raffaele Sollecito, ha giurato di aver dormito a casa sua. Si può anche ipotizzare che Amanda e Raffaele fossero strafatti (di alcol, fumo o altro) ma è difficile credere che i due non ricordino nulla di quella notte indimenticabile.
Quello che emerge dalla prima fase delle indagini, attraverso i racconti dei vari protagonisti - gli indagati, gli amici del piano di sotto, le inquiline, le amiche, lo stesso fidanzato di Meredith - ci propone uno scenario contrastante. Che lascia il dubbio che quella notte non sia stata solo la collera per un rifiuto inaspettato ad armare Patrik (se lui è il colpevole) di un coltello e a sgozzare la sua vittima.
L’americana Racconta Sophie Purton, una delle amiche inglesi di Meredith: «Vorrei riferire alcune cose che Meredith mi ha detto di Amanda, con la quale non ho la stessa confidenza che avevo con Meredith. Meredith mi ha detto che Amanda avrebbe portato alcune volte degli uomini nella loro casa, non so quanti fossero stati. In particolare, mi ha parlato di un uomo che lavora in un internet caffè. Meredith pensava che questo uomo fosse strano. Nella circostanza non mi ha specificato altro. Ritengo che per Amanda alcuni di questi uomini fossero solo amici, mentre penso che con quello che lavora all’internet caffè ci abbia dormito insieme».
Amanda era fidanzata con Raffaele Sollecito che abitava al piano di sotto. Eppure, dal racconto delle amiche, si lascia intuire che avesse anche una doppia vita. Lei stessa, interrogata su queste sue relazioni, ha ammesso: «Conosco un giovane che frequenta l’Internet point nei pressi del Duomo. Questo giovane è argentino e si chiama Juve. E’ venuto a casa mia almeno cinque volte, di cui l’ultima il 31 ottobre, ha conosciuto anche Meredith una volta al pub con me. Non ha mai provato a stare con me, ha come modo di fare il vizio di abbracciare e toccare, questo anche quando non è ubriaco: tuttavia è fidanzato e ha sempre detto di avere buoni principi verso la propria fidanzata». E ancora: «Gli altri uomini che ho portato a casa sono un certo Spyros alto circa 1,80, solo una volta nel mese di ottobre e in quella occasione ha conosciuto Meredith senza parlare, solo salutandosi; Daniele di Roma di cui non conosco il numero telefonico. Daniele è venuto a casa 2 volte, la seconda ha parlato con Meredith salutandola».
Fumo e pub Giacomo Silenti era il fidanzato di Meredith. Al secondo anno della facoltà di Comunicazione internazionale dell’Università per stranieri di Perugia, Giacomo abitava al piano di sotto dell’appartamento delle ragazze (di Meredith, Amanda, Filomena e Laura). Sentito il 2 novembre alle 20,40, Giacomo racconta: «Da circa tre settimane avevo instaurato una relazione sentimentale con Meredith, che avevo conosciuto presso la nostra abitazione nel mese di settembre quando lei è arrivata dall’Inghilterra per partecipare al progetto “Erasmus”. Tra me e lei è nata subito una forte simpatia allorquando tre settimane fa all’interno di una discoteca ci siamo baciati e abbiamo deciso di dormire insieme nella mia camera da letto...». Un rapporto, nel racconto del ragazzo, che «diventava sempre più intenso», senza mai «una discussione di alcun genere». Eppure, i due facevano vite separate («sporadicamente ci incontravamo anche casualmente in giro per la città»). Prosegue il ragazzo: «Nonostante mi piacesse molto, non provavo alcuna gelosia nei suoi confronti. Insieme ai miei amici faccio uso spesso di hascisc e marijuana e spesso l’assumevamo insieme, o noi due soli o unitamente ai ragazzi del condominio. In genere prendevamo la droga sulle scale di fronte la chiesa di Piazza 9 Novembre».
Giacomo Silenzi parte il 29 ottobre per tornare al suo paese, Porto San Giorgio, per rientrare a Perugia proprio il 2 novembre («Da quando sono tornato a Porto San Giorgio non ho mai sentito Meredith né telefonicamente né tramite sms»). A proposito del rapporto di Giacomo con Meredith, Giulia, la ex di Marco, un altro coinquilino dell’appartamento di sotto di via della Pergola 7, che vive a Porto San Giorgio, racconta: «Giacomo mi ha detto di trovarsi bene con Meredith e che finalmente si era sbloccato sia con le donne - quella con Meredith era il primo rapporto dopo due anni - che con altri rapporti interpersonali».
Meredith diffidava Stefano Bonassi, altro coinquilino di Giacomo, parla di Meredith: «Era una ragazza tranquilla, magari un po’ timida e da quanto io ne sappia non aveva frequentazioni con strane persone. La nostra casa aveva notevoli problemi di sicurezza, sia perché in un luogo poco illuminato sia perché saputamente frequentato da tossicodipendenti». Ma una amica di Meredith, Jade Bidwell, racconta una storia diversa: «Circa una settimana fa ho incontrato Meredith al solito pub “Merlins” insieme ad altri amici. Ci siamo seduti a bere allo stesso tavolo e chiacchierando in generale sui rapporti e le relazioni con i ragazzi, la Meredith diceva che il suo ragazzo non era molto affidabile, nel senso che non gli sembrava un tipo fedele nei rapporti in quanto le era capitato di chiamarlo durante una sera in cui lo stesso le avrebbe detto che sarebbe rimasto a casa ed aveva invece intuito che si trovava fuori casa. Per il modo in cui aveva parlato del suo ragazzo, io penso che non lo considerasse proprio come un “fidanzato” ma come una persona che frequentava senza progetti sentimentali».
da lastampa.it
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