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Autore Discussione: Montezemolo: «Urgente riforma contratti»  (Letto 2697 volte)
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« inserito:: Novembre 08, 2007, 10:29:50 pm »

Montezemolo: «Urgente riforma contratti»


Proprio alla vigilia dello sciopero dei trasporti e delle Rdb, il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo torna a criticare la contrattazione sindacale.

Per Montezemolo è necessario «superare liturgie e lungaggini indotte da una controparte sindacale più attenta ai temi ed ai tempi della politica che non alla soluzione dei problemi» e «assolutamente urgente la riforma degli attuali assetti contrattuali e del sistema di relazioni industriali».

Così Montezemolo è intervenuto al consiglio direttivo di Federmeccanica, a cui ha partecipato anche il vicepresidente Confindustria per le relazioni industriali, Alberto Bombassei che ha espresso condivisione totale con il numero uno di viale dell'Astronomia sui temi affrontati.

Per Montezemolo occorre mantenere al centro il contratto nazionale, ma servirsi della contrattazione aziendale per premiare i lavoratori che meritano in base ai risultati in azienda. Confindustria è convinta «che il ruolo del contratto nazionale deve continuare ad essere centrale» e va ridisegnato e «valorizzato come "rete di protezione" per quei lavoratori che possono contare solo su quel livello». Per gli altri lavoratori «occorre lasciare al livello decentrato il ruolo di regolatore della dinamica retributiva». La contrattazione di secondo livello, spiega, «continua ad avere carattere facoltativo esercitandosi "secondo le prassi in atto"».

Gli industriali sanno che «è sempre più in sede aziendale che si può tenere conto dei risultati e delle specificità del mercato. Innovare le relazioni industriali significa anche distribuire ai dipendenti i frutti delle innovazioni organizzative, tecnologiche e di mercato, che permettono di aumentare la produttività. Questo significa spostare il baricentro della contrattazione in azienda, cioè nel luogo dove si prendono le decisioni rilevanti per far crescere la produttività».

La decontribuzione e la detassazione degli aumenti retributivi legati alla produttività aziendale previste dal Protocollo sul welfare, sottolinea Montezemolo, «sono già la prima realizzazione del nuovo modello di assetti contrattuali che abbiamo descritto nel nostro documento del 2005». Ora bisogna «adottare un nuovo sistema che preveda lo spostamento di quote di salario da contrattare a livello decentrato ma che non si sommino a quelle definite a livello nazionale».


Pubblicato il: 08.11.07
Modificato il: 08.11.07 alle ore 19.18   
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